Chiunque può essere un Capo. Non tutti sono anche dei Leader.

Oggi più che mai, vista la generale incertezza che aleggia, servono dei veri Leader.

Vediamo allora alcune caratteristiche che definiscono la sua figura all’interno di un gruppo.

Essere se stessi
Innanzitutto il leader è colui che si comporta genuinamente. Il fatto che debba essere necessariamente un duro sempre con la risposta pronta è un luogo comune cinematografico. La prima caratteristica che accomuna i leader è che si comportano così per come sono realmente. Le persone che vogliono apparire differenti da quella che è la loro natura, prima o poi vengono smascherate e perdono il rispetto e la fiducia del team.

Autorevolezza
Bisogna conoscere la materia che trattiamo e dare prova di sapersi muovere sul campo con abilità. A volte essere autorevoli significa anche rispondere “Non lo so. Voi cosa ne dite?”. Accettare il consiglio o il suggerimento di una persona che nel team è gerarchicamente inferiore a noi può essere d’aiuto anche per farla sentire più partecipe delle decisioni: dimostrarsi imperfetti aiuta ad apparire perfetti!

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Essere giusti
Trattare equamente i membri del nostro team è importante per evitare rancori o divisioni interne.

Apparire giusti
A volte essere giusti significa dire “Si” ad un collaboratore e “No” ad un altro (ad esempio in risposta ad una richiesta di un permesso per assentarsi dal lavoro) perché i loro ruoli e le loro competenze sono più o meno necessarie in quel particolare momento. Questo però può farci apparire ingiusti; allora diventa importante anche motivare la nostra decisione ricordando di dimostrare la propria riconoscenza alla persona che pensa gli sia stato fatto un torto.

Creare il gruppo
Qual è un momento in cui degli sconosciuti ridono, urlano, si abbracciano e discutono? Ad esempio una partita di calcio! Cos’è quindi che spinge le persone a comportarsi fra di loro per 90 minuti come se fossero amici? Un’emozione. In questo caso il tifo per una squadra.
Le relazioni più strette si creano quando si vivono uguali emozioni. Più intense sono e più forte è il legame. Ovviamente sul lavoro le emozioni (e grazie a dio anche la loro espressione) sono ben diverse da quelle di un campo da calcio. Costruire un gruppo in cui gli obbiettivi siano condivisi e sentiti da tutti aiuta a coinvolgere i suoi membri e a stringere un legame che favorisce un ambiente di lavoro più efficientemente e coeso nel superare le difficoltà.

Guida con l’esempio
Quante volte abbiamo detto dei politici “se loro per primi non si tagliano gli stipendi, perché dobbiamo essere noi a fare sacrifici?”. Facendo i conti della serva dimezzare gli stipendi dei politici servirebbe relativamente per diminuire la spesa pubblica ma allo stesso tempo sarebbe un grande esempio di coerenza agli occhi della popolazione. Ecco quindi che se chiediamo ai nostri collaboratori di essere in ufficio alle 8:30 e ci presentiamo alle 9 ancora assonnati la nostra credibilità ne risente. È più apprezzato un Leader che arriva 15 minuti in anticipo di quanto non sia disprezzato un Capo che arriva 30 minuti dopo.

Un Leader è anche colui che sperimenta soluzioni nuove, è curioso perché sa che le opportunità possono trovarsi in attesa dietro la richiesta di un colloquio da parte di qualcuno, conoscendo meglio i propri collaboratori o dietro le righe di un blog.

La caratteristica più importante (e anche la migliore) dell’essere un Leader è il fatto che sia una scelta. Come la maggior parte degli aspetti della nostra vita.

 

Emanuele